Una ventina di minuti più tardi, Zoya spalanca la porta ed entra nella saletta. Un sorriso appena accennato fa capire a Margarita che l'incontro dev'essere andato piuttosto bene. La maîtresse si passa le dita tra i capelli scompigliati mentre sussurra qualcosa ad uno dei suoi uomini, quindi si accomoda sul divanetto ed accavalla le gambe con fare disinvolto. Arthur abbassa lo sguardo ed ammira le sue cosce leggermente arrossate, quindi la fissa negli occhi. "Tuo partner è rimasto per nuovo giro con altra donna?"
"Niet, io è qui" esclama a mezza voce Anatoli, guardando la sua immagine riflessa sullo specchio ed aggiustandosi il nodo della cravatta.
Un vassoio con una bottiglia e dei bicchieri viene appoggiato sul tavolino, poi l'uomo di Zoya sparisce da dove è venuto.
"Prego, questa bottiglia è offerta di casa" esclama la maîtresse accompagnando l'invito con un gesto della mano. Quando tutti si sono versati da bere, la russa recupera una sigaretta da un pacchetto appoggiato su una mensola, se la infila in bocca e la accende. "Allora, cosa tu voleva proporre noi?"
"Calma, noi ha tempo" esclama Arthur, riempiendo un bicchierino fino all'orlo e porgendoglielo. Quando la donna accenna un ringraziamento con il capo, il ragazzo lancia un'occhiata veloce all'orologio. "Mio contatto che si occuperà di vendita arriva tra poco" spiega, notando lo sguardo perplesso della spacciatrice.
Margarita inizia a tamburellare con le dita sul tavolo. "Tu non può anticipare noi niente?"
"Da, da" sorride Arthur. "Piano è semplice. Lavoro duro, tanti soldi".
"Noi non è spaventati da lavoro" borbotta Anatoli osservando la porta, curioso di vedere chi è il contatto di Arthur.
"C'è piccola villa in periferia, protetta da muri alti" riprende il ragazzo, leggermente infastidito dall'interruzione. "Dentro c'è grosso carico di armi. Voi entra sfondando cancello, saltando muro o come voi preferisce. Voi ammazza tutti, prende carico e raggiunge mio contatto".
"Questo non è lavoro facile" esclama Margarita, storcendo il naso.
"Io ha detto che era lavoro duro" ribatte il ragazzo sorridendo. "Però è anche lavoro facile! Voi entra, voi ammazza, voi prende carico e esce".
"Tuo piano è ottimo" esclama Anatoli, cercando di nascondere il sarcasmo. Ottimo se tu vuole morire sotto fuoco di kalashnikov...
"Noi ha bisogno di pianta di villa" mormora Margarita, allineando un'altra dose di cocaina con una carta di credito.
"Io risparmia voi tempo" ribatte Arthur uscendo dalla stanza e tornando poco dopo con un blocchetto per appunti. Con pochi, rapidi gesti disegna una piccola pianta della villa: una struttura principale, a elle, sul lato nord ovest ed un box sul lato nord est. L'unico cancello presente è sul lato sud.
"Quanti uomini sparerà noi?" chiede Zoya, osservando il disegno.
"Noi può usare furgone di TV via cavo" mormora Anatoli, bloccando la risposta di Arthur, che chiude la bocca di scatto. "Noi taglia cavo, poi noi entra travestiti di tecnici. Niente casini".
"Io pensa che loro non è stupidi" ribatte la maîtresse, scuotendo la testa. "Se noi fa così, noi crepa prima di posare attrezzatura".
"Tu è fottuta pessimista" esclama Margarita, alzandosi di scatto dopo aver tirato la riga di coca.
"Io vuole sottolineare di nuovo piccolo dettaglio" interviene Arthur, mordendosi il labbro. "Voi non deve lasciare testimoni".
"Ah, io ha capito" sospira Anatoli, incrociando le braccia e sorridendo. "E' lavoro diplomatico".
"Chi è proprietario di villa?" chiede Margarita sovrappensiero.
Arthur raddrizza la schiena, quindi si alza e cerca il cellulare nella tasca della giacca. "Voi ha ragione, io cerca planimetria di villa. Così vostro lavoro è più facile".
Anatoli socchiude gli occhi mentre osserva i movimenti del ragazzo. Il cambio nel tono della sua voce e l'agitazione che nota nei suoi movimenti sono un segno abbastanza eloquente: il ragazzo ha evitato di proposito di rispondere alla domanda.